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Rimini pubblica il bando per le prime 27 concessioni

2026-06-11 00:21

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Bando del Comune di Rimini per le prime 27 concessioni balneari; Stabilimenti balneari interessati dalle nuove gare a Rimini Spiaggia di Rimini e concessioni demaniali marittime Procedure competitive per concessioni balneari in Emilia-Romagna Analisi d

Rimini pubblica il primo grande bando per le aree di solo ombreggio: qualità della gestione prima del prezzo

Ventisette concessioni in gara sul litorale nord

Con la pubblicazione del disciplinare per l’affidamento di 27 concessioni demaniali marittime relative alle aree di solo ombreggio del litorale nord, il Comune di Rimini compie uno dei primi e più significativi passi concreti nell’attuazione della riforma delle concessioni balneari prevista dalla Legge n. 118/2022.

La procedura riguarda le cosiddette “zone c” del Piano dell’Arenile, ossia le superfici destinate esclusivamente all’ombreggio e al completamento degli stabilimenti balneari esistenti. I lotti messi a gara sono ventisette e interessano un ampio tratto del litorale nord, dai Bagni 1 e 2 fino al Bagno 76.

Si tratta di un bando particolarmente importante perché rappresenta uno dei primi esempi italiani di applicazione concreta dei criteri selettivi previsti dall’art. 4 della Legge 118/2022 e consente di comprendere quale direzione stiano assumendo le amministrazioni locali nella costruzione delle future gare demaniali.

La vera novità: il prezzo conta poco

L’elemento che colpisce immediatamente è la scelta del Comune di Rimini di attribuire ben 90 punti all’offerta tecnica e soltanto 10 punti all’offerta economica.

La gara, quindi, non è costruita per premiare chi offre di più all’amministrazione, ma chi presenta il progetto gestionale migliore.

È una scelta che si discosta nettamente dall’impostazione tradizionale di molte procedure concessorie del passato e che appare perfettamente coerente con l’impianto della Legge 118/2022, la quale impone di valorizzare:

  • la qualità dei servizi;
  • la sostenibilità ambientale;
  • la tutela dell’occupazione;
  • l’accessibilità;
  • gli investimenti programmati;
  • la capacità di garantire un utilizzo efficiente del bene pubblico.

Il Comune di Rimini sembra aver recepito pienamente questa impostazione, trasformando la gara in una vera competizione progettuale.

Una concessione breve che impone investimenti immediati

Altro elemento di rilievo è la durata.

Le concessioni avranno una durata di soli cinque anni, senza possibilità per i concorrenti di proporre durate differenti. Il disciplinare prevede espressamente che ogni offerta debba dimostrare la sostenibilità economico-finanziaria del progetto all’interno di questo arco temporale mediante la presentazione di un Piano Economico Finanziario (PEF).

La scelta è particolarmente significativa.

Molti operatori del settore hanno sostenuto che investimenti qualificanti richiedano durate ben più lunghe; Rimini, invece, ritiene che anche un orizzonte quinquennale possa consentire investimenti e miglioramenti gestionali purché adeguatamente pianificati.

Il principio antirendita: un solo lotto per ciascun operatore

Probabilmente il profilo più innovativo dell’intera procedura è rappresentato dal vincolo di aggiudicazione.

Il disciplinare stabilisce infatti che ciascun concorrente possa ottenere al massimo un solo lotto, anche se risulta primo classificato in più graduatorie.

La finalità dichiarata è quella di garantire la massima partecipazione e la più ampia concorrenza possibile.

Si tratta di una scelta destinata ad avere effetti molto rilevanti sul mercato, poiché impedisce fenomeni di concentrazione e favorisce l’accesso di nuovi operatori.

Rispetto ad altri bandi già pubblicati in Italia, questo è uno degli strumenti più incisivi adottati finora per evitare l’accaparramento delle concessioni da parte di pochi soggetti economicamente più forti.

Tutela dei lavoratori: una clausola sociale molto avanzata

Un altro elemento di assoluta novità riguarda il personale.

Il disciplinare introduce una specifica clausola sociale che riconosce, per la prima stagione balneare, un diritto di precedenza ai lavoratori stagionali già impiegati nella gestione precedente.

Il nuovo concessionario dovrà valutare prioritariamente tali lavoratori, compatibilmente con la propria organizzazione aziendale, valorizzando l’esperienza professionale maturata nell’ambito dello stesso lotto.

È una previsione che va oltre molte delle procedure finora pubblicate e che dimostra una particolare attenzione verso la continuità occupazionale.

Nessuna barriera economica all’ingresso

Particolarmente interessante è anche la scelta di eliminare diversi oneri amministrativi tradizionalmente richiesti nelle gare pubbliche.

Il disciplinare:

  • non richiede garanzia provvisoria;
  • non impone il pagamento del contributo ANAC;
  • rende facoltativo il sopralluogo;
  • consente la partecipazione anche a operatori privi di pregresse esperienze concessionarie purché iscritti alla Camera di Commercio per attività coerenti con l’oggetto della concessione.

La conseguenza è un abbassamento significativo delle barriere all’ingresso.

Confronto con gli altri bandi pubblicati in Italia

Analizzando le procedure già emerse negli ultimi mesi, il modello riminese presenta alcune peculiarità.

Maggiore peso alla qualità

Mentre molte amministrazioni hanno mantenuto un equilibrio più tradizionale tra offerta tecnica ed economica, Rimini sposta decisamente il baricentro sulla qualità progettuale.

Forte tutela della concorrenza

Il limite di un solo lotto per concorrente rappresenta una delle applicazioni più rigorose del principio di massima partecipazione previsto dalla Legge 118/2022.

Centralità della sostenibilità economica

L’obbligo di presentare un PEF coerente con il periodo concessorio evidenzia una particolare attenzione alla concreta fattibilità delle proposte.

Tutela occupazionale rafforzata

La disciplina dei lavoratori stagionali è più articolata rispetto a quella normalmente riscontrabile nelle procedure sinora pubblicate.

Quale messaggio arriva al mercato

Il messaggio che emerge dal disciplinare è chiaro.

Il Comune di Rimini non sembra interessato a massimizzare l’incasso derivante dalle concessioni, bensì a selezionare il migliore progetto gestionale per ciascuna area.

La gara premia la capacità imprenditoriale, la qualità dei servizi, la sostenibilità della proposta e la coerenza con gli obiettivi pubblici di valorizzazione del litorale.

In questa prospettiva il disciplinare riminese rappresenta probabilmente uno dei modelli più evoluti finora pubblicati nel settore balneare italiano e costituisce un’importante anticipazione di ciò che potrebbe diventare lo standard delle future procedure comparative per le concessioni demaniali marittime.

Per gli operatori del settore il messaggio è inequivocabile: nelle nuove gare non basterà più essere concessionari uscenti né offrire il maggior importo economico. Sarà necessario presentare un progetto credibile, sostenibile e capace di dimostrare un effettivo vantaggio pubblico nell’utilizzo del bene demaniale.

Bando del Comune di Rimini per le prime 27 concessioni balneari; Stabilimenti balneari interessati dalle nuove gare a Rimini Spiaggia di Rimini e concessioni demaniali marittime Procedure competitive per concessioni balneari in Emilia-Romagna Analisi del bando pubblico per concessioni balneari del Comune di Rimini